Campi magnetici a bassa frequenza.
Risanamenti, Bonifiche o Mitigazioni?

I Parte
Stefano Bartolini, Luciano Zaffanella
Ampere Spa

Quando si parla di EMF prodotto dagli impianti elettrici si deve intendere: Campi Elettrici e Magnetici, non Campi Elettromagnetici. Quest'ultimo termine va riservato ai campi ad alta frequenza per i quali il campo elettrico è legato al campo magnetico tramite l'impedenza intrinseca del mezzo attraverso il quale le onde elettromagnetiche si propagano. Quando la frequenza è bassa, come accade per i campi prodotti dagli impianti elettrici, il campo elettrico deve considerarsi separatamente dal campo magnetico. I due campi non sono accoppiati. Essi dipendono da parametri diversi: il campo elettrico dipende dalle tensioni ed il campo magnetico dipende dalle correnti. Sorgenti di campo magnetico sono:
- Sottostazioni ad alta tensione: conduttori e sbarre, reattori in aria, banchi di condensatori.
- Cabine di trasformazione: conduttori e sbarre. Luoghi accessibili anche al pubblico.
- Linee di trasmissione ad alta tensione sia aeree che in cavo.
- Linee a media e bassa tensione sia aeree che in cavo.
- Apparecchiature elettriche per uso domestico.
- Apparecchiature industriali con motori o conduttori con correnti elevate.

Qualsiasi intervento atto a risanare o bonificare un sito dai campi magnetici è semplicemente una mitigazione o riduzione dei valori espressi in microtesla (mT). Tale mitigazione può essere effettuata applicando una o più soluzioni tecniche e che nello stesso tempo, soddisfino anche le esigenze economiche. Il presente articolo è suddiviso in due sezioni. La prima descrive l'esperienza Ampere nell'effettuazione di un intervento di "mitigazione" di campi magnetici a bassa frequenza effettuati in una cabina di trasformazione MT/BT e la seconda sintetizza alcuni metodi per ridurre il campo magnetico prodotto dalle linee aeree ad alta tensione.