Trattamento di acque di rifiuto mediante l'utilizzo di zone umide

James S. Bays, Sergio Cocchia

CH2M HILL

L'utilizzo di zone umide per il trattamento delle acque di rifiuto sta ricevendo negli ultimi anni maggiore attenzione come tecnologia alternativa ed economicamente più vantaggiosa rispetto alle tecnologie di trattamento più "avanzate". Le zone umide (o Fitodepurazione) offrono numerosi vantaggi, specialmente ora i
in cui la richiesta di risorse idriche è in continuo aumento ed il recupero di habitat naturali desta forte preoccupazione. L'applicabilità di queste tecnologie e la scelta del sito richiedono tuttavia un'attenta analisi in termini di affidabilità, costi ed altri benefici o svantaggi meno tangibili è più difficilmente quantificabili.

Questo articolo intende presentare alcuni aspetti chiave del processo di fattibilità e progettazione delle tecnologie di fitodepurazione, rimandando alla bibliografia per i dati riguardanti il calcolo dei parametri idraulici fondamentali per la costruzione di zone umide.

Tecniche
Le zone umide sono state dimostrate efficaci nella rimozione del BOD, solidi sospesi totali (TSS) ed azoto totale in percentuali fino all'80%-90%.
La rimozione per fosforo, metalli e composti organici può variare invece tra il 20% ed il 90%.
La capacità depurativa di questi sistemi dipende dalla forma e concentrazione delle sostanzeinquinanti presenti nell'acquain ingresso, dal flusso d'acqua in entrataal sistema, dal tempo di ritenzione (permanenza dell'acqua nella zona umida), dalla concentrazione di ossigeno presente e dal tipo di
substrato che costituisce la zona umida.
La capacità di rimozione di questi sistemi è dovuta principalmente all'abilità dei sedimenti di intrappolare le sostanze inquinanti ed all'azione microbica.
Questi sistemi sono quindi efficienti anche d'invernoe sono favoriti dall'effetto migrante dei sedimenti e della copertura di ghiaccio che si può formare in superficie.
Processi di diffusione molecolare, seguiti da azione microbica, trasformano o eliminano permanentemente sia i contaminanti presenti nell'acqua in entrata al sistema, sia quelli rilasciati da particelle sedimentatesi sul fondo.