Qualità, misura e dispersione degli odori nell'ambiente da impianti di depurazione acque reflue
*Luigi Fanizzi, **Saverio Misceo, ***Gaetana Piscitelli
*Ecoacque, **DIA Politecnico, ***1a Cl. Otorino Policlinico Bari

L'emissione delle sostanze maleodoranti rappresenta spesso un importante elemento di conflitto per il territorio che ospita un impianto di trattamento e depurazione d'acque reflue, sia nel caso d'insediamenti già esistenti, sia nella scelta del sito di localizzazione di una nuova struttura.
Fra i fattori ambientali che influenzano sia la sensibilità olfattoria, sia il grado d'emissione degli odori da parte delle sostanze odorigene, vi sono: la temperatura e l'umidità relativa (Ur) dell'aria.
Per definire un odore ci si riferisce, di norma, a tre caratteristiche fondamentali: accettabilità, qualità ed intensità di percezione.
L'accettabilità costituisce in pratica "il gradimento" o "non piacevolezza" di un odore. Si tratta di un carattere evidentemente soggettivo per molte sostanze. Tuttavia, al di sopra di un certo valore d'intensità, ogni odore, anche quello apparentemente più gradevole, diviene inaccettabile.
La qualità definisce il carattere specifico (speciazione) proprio dell'odore. Si tratta di un aspetto importante perché permette d'identificare il "tipo" di odore ed offre quindi una certa possibilità di "catalogazione".
L'intensità percettiva costituisce il grado d'intensità dell'odore, come percepito da una "popolazione media". Essa si estende dal valore limite di percezione (soglia percettiva), fino alle più alte intensità (soglia d'irritazione).


La produzione degli odori
La produzione d'odori molesti nei sistemi di raccolta e trattamento delle acque reflue può essere dovuta a sorgenti esterne ed a sorgenti interne. Le prime sono riconducibili alla presenza di composti maleodoranti, già presenti nel liquame in ingresso all'impianto; le seconde si sviluppano in alcuni punti delle linee di trattamento (l. acque e l. fanghi).
Lo sviluppo delle sostanze maleodoranti all'interno degli impianti di trattamento è, salvo casi particolari, sempre da imputarsi alla possibilità che si creino condizioni d'anaerobiosi nelle fasi di trattamento: tal eventualità può essere una caratteristica intrinseca del processo o derivare da problemi di progettazione o, ancora, da conduzione dell'impianto.
A monte dell'impianto le principali fonti di odori sono rappresentate dalla rete fognaria e dalle stazioni di sollevamento urbane.


Ai fini normali, i depuratori rientrano nelle attività ad inquinamento atmosferico poco significativo, di cui all'Allegato n. 1 del DPR 25 luglio 1991, sotto la voce n. 24): "Impianti di trattamento acque".
Per le emissioni diffuse connesse con i depuratori non è pertanto necessaria l'istruzione dello specifico regime autorizzatorio previsto dal DPR del 24 maggio 1988, n. 203 e successive modifiche ed integrazioni, fermo restando il fatto, comunque, che le Regioni possono prevedere che sia comunicata all'Autorità competente, da parte dei titolari dell'impianto, la sussistenza delle condizioni di poca significatività dell'inquinamento atmosferico prodotto (rif. art. 2, comma 2°, DPR. 25 luglio 1991).
Per gli impianti dotati di digestore anaerobico, le emissioni in atmosfera derivano dall'utilizzo di gas biologico (biogas) e devono, in ogni modo, seguire l'iter autorizzatorio secondo la procedura semplificata ai sensi e per gli effetti del Decreto 5 febbraio 1998. Pertanto, anche la realizzazione di nuovi impianti che prevedono emissioni in atmosfera dovranno seguire tale iter autorizzatorio, a seguito del quale potranno essere prescritti specifici adempimenti, dalla Regione competente. La stima delle concentrazioni delle sostanze maleodoranti, in atmosfera, è effettuata valutando le soglie di fastidio nella zona circostante l'impianto. Per descrivere il trasporto e la diffusione delle emissioni, si utilizza il modello classico Gaussiano (S. J. Williamson, 1973), sviluppato da Pasquill e Gifford per il calcolo della concentrazione massima di un inquinante aeriforme sottovento ad una sorgente puntiforme
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Per informazioni:
Ecoacque - Ing. Fanizzi
E-mail: ecoacquesnc@libero.it