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Negli ultimi anni
le tecniche elettrolitiche, nate in Norvegia nel 1956 con l'applicazione
di E. Fotn per il disinquinamento del fiordo di Oslo, hanno destato notevole
interesse in alternativa ai tradizionali processi chimico-fisici di trattamento
degli scarichi concentrati, ad alto COD, contenenti composti inquinanti
organici tossici non biodegradabili.
Nel trattamento elettrolitico i polluenti possono essere ossidati direttamente
sulla superficie elettrodica (elettrolisi diretta): le specie organiche
persistenti sono abbattute dalla reazione con radicali ossidrilici
altamente reattivi (il loro potenziale di ossidazione è, infatti,
secondo solo al fluoro) adsorbiti sulla superficie anodica, a loro volta
generati dall'ossidazione dell'acqua.
Al termine del processo sono rilasciati, come prodotti finiti, essenzialmente
CO2, H2O, e N2.
Se poi le specie da abbattere sono gli ioni metallici, questi sono ridotti,
e quindi depositati nel compartimento catodico della cella elettrolitica.
Che si tratti, dunque, di agire su composti organici o metallici i processi
elettrolitici hanno il triplo vantaggio di:
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Abbassare
la salinità dello scarico (cloruri).
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Non usare (e far manipolare)
reattivi pericolosi e/o tossici che, in ogni caso, finirebbero per
essere innocuizzati all'impianto
di depurazione.
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Mantenere i liquami
trattati a condizioni di temperatura e pressione vicine a quelle ambientali.
All'interno della cella di elettrolisi, che rappresenta il nocciolo
del trattamento, nella conversione dell'energia elettrica in quella chimica
avvengono tre tipi di fenomeni:
1) Reazioni endoergoniche di ossidoriduzione agli elettrodi,
dissociazione dell'acqua e dissoluzione dei cloruri con produzione di
H2 (gas), Cl2 (gas), ed ioni ossidrili;
2) Reazioni chimiche tra i prodotti dell'elettrolisi
con formazione di idrossido di alluminio che svolge azione di flocculante
e di ClO- con azione disinfettante; lo ione alluminio, inoltre,
favorisce la precipitazione dei fosfati;
3) Azioni chimico-fisiche di flocculazione e disinfezione
esercitate dai composti formatesi nel liquame.
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